“Roma è uno spettacolo che non ha
bisogno di intervalli”
(Fausto Gianfranceschi)

“Rome is a movie
which doesn’t need pauses”
(Fausto Gianfranceschi)

Diciamo la verità, noi adoriamo i compleanni.
La torta (che magari poi non mangiamo), le candeline, i regali allegri e quelli brutti da morire, i bigliettini –sì, i bigliettini soprattutto – i messaggi inviati a mezzanotte precisa come a dire ehi, io mi ricordo, sempre, ogni anno, di te, di te sempre, Auguri, gli applausi dopo la canzoncina di rito, i desideri mentre soffi sulla tua età, un solo numero in più dell’anno scorso, che sarà mai, uno solo, in fondo. Uno.
Sì, decisamente adoriamo i compleanni, nonostante i numeri infami. E dunque proprio non potevamo dimenticare quello tra tutti più importante, il più poetico, quello leggendario.

We love birthdays! The birthday cake ( which we don’t necessarily eat ), the candles, the cool birthday gifts and the ugly ones, the birthday cards – especially the birthday cards -, the text messages sent every year right at midnight as if they want to let you know you’re always on their minds, the birthday wishes, the cheerful clapping after singing the happy birthday song to you, the wish you make when you blow out your candles, your age, which only gains one number and one only. How much damage can one number do, really!
Yes, despite those evil numbers, we do love birthdays. That’s why we couldn’t forget about the most important, poetical and legendary birthday of them all.

Il 21 Aprile che non puoi scordare, ovunque ti trovi, fosse anche in una cittadina del New Jersey o su un lago bavarese, è una data che hai dentro da sempre, che ti porti dietro, una specie di campana piccolina che ti risuona nella testa ogni anno e che ti fa dire – che ci fa dire – ogni anno appunto, alla stessa ora come fosse un rito bello, Auguri. Buon Compleanno, Roma. Roma mia. Romamìa (tutto attaccato, sì, chè l’aggettivo mia non sia mai separato dal nome della città del cuore).

Noi romani il 21 Aprile non lo chiamiamo 21 Aprile. Lo chiamiamo Natale di Roma. Perché siamo poetici e innamorati della nostra città, tutti, mai conosciuto un romano che non sia fiero di esserlo, o che non abbia a cuore la data del compleanno di Roma. Francamente dubito che esista. E se esiste, che vergogna, sarebbe l’unico!
In ogni caso Ale ed io – vi ho detto già che sono Sabrina, che stavolta apro io l’articolo? No, cavolo, ovviamente l’ho dato per scontato!!- dunque noi siamo esattamente quello che ci si aspetta da due romane vere, e abbiamo quindi pensato di festeggiare a modo nostro, con un post su Roma che ci diverte e ci fa sentire quella nostalgia bella che fa male, sì, ma solo un po’.
Grazie a un’idea della nostra amica Debora Giobbi – che prima o poi obbligheremo a far parte di qualche nostro spregiudicato e imbarazzante progetto, laddove spregiudicato e imbarazzante saranno le parti del progetto che dovrà curare lei – ecco, grazie a un’idea di Debora abbiamo pensato di regalare a Roma una piccola galleria dei suoi volti più belli, più veri, anche solo a noi più cari, perché non abbia mai a dimenticare quanto sia, per noi, splendida, di tutte, la città più amata.
Lo facciamo attraverso alcuni film. Il numero sarà dispari, ovviamente ormai sapete perché (e se non lo sapete.. eccolo il perché ) e le scene tutte belle.. dunque sedetevi cinque minuti, rilassatevi, e continuate a leggere questo post. Ma prima fate gli auguri a Roma, di grazia. Partiamo? Partiamo.

April 21st is a date impossible not to remember. Whether you live in a small town in New Jersey or near a gorgeous Bavarian lake, this date is imprinted in your heart. Forever. It’s like a little bell that rings in your head, on time, every year, reminding you – reminding us – that it’s time to wish our wonderful city a happy, happy birthday. Happy birthday, Rome, myRome all in one word that is, because the possessive adjective “my” can never be separated from my beloved hometown.

We Romans call April 21st the Christmas of Rome, because we’re hopeless romantics in love with our city. I’ve never come across a Roman not proud to be a Roman who doesn’t keep this date close to his heart and I doubt they even exist, but in case there’s one out there, well, shame on them!
Anyway, Ale and I – by the way, did I mention it’s Sabrina writing? No? Ops, for some reason I figured you guys would know – are everything you would expect from two full blooded Romans and we thought it would be fun to celebrate Rome our way, with an article that we can have fun with, suffer a little and feel a sense of bitter sweet nostalgia, all at the same time.
Thanks to our friend, Debora Giobbi – that we’ll force to join us in one of our crazy, embarrassing projects soon, where the crazy and embarrassing part will be taken care of by her – we came up with the idea of giving Rome a special gift: a gallery of some of what we think are her most precious and real looks, just to remind her that she’s the best and that she’s truly loved by all of us. Always and no matter what. We’re going to do this through a few movies we picked. The number of the following movies is odd ( of course, but in case you’re wondering why click here ) and the scenes are all great. So, sit back for the next five minutes, relax and keep reading, but first, please, wish Rome a very happy birthday. Done? Ready? Let’s go then.

Le scelte di Sabrina

Febbre da cavallo:

Devo iniziare da questo film del 1976, diretto da Steno e interpretato da Gigi Proietti, Enrico Montesano, Catherine Spaak e un sacco di altra gente. Ora, se non avete visto questo film non saprei francamente che dire, a parte andate a vederlo!! Non è di certo un capolavoro cinematografico, eppure è sicuramente un film cult, tanto per usare una parola che odio pronunciare. Ambientato nel mondo delle scommesse ippiche e degli ippodromi, ti conquista per la semplicità, per l’ironia dei personaggi, per quella Roma che davvero era tutta a Tor di Valle (e a Capannelle, dopo) nelle domeniche assolate di Primavera, nelle urla dialettali degli scommettitori, quando ancora non c’erano mille canali Sky per vederti tutto il calcio del mondo, però c’erano i cavalli e i loro fantini, e l’erba fresca e le donne coi cappelli e gli occhialoni. Una Roma che oggi non c’è più, ma che c’è stata ed è indimenticabile. Io adoro questo film e questa scena. Non perdetela.

Sabrina’s picks:

Horse fever (Febbre da cavallo)

I had to start with this movie from 1976, directed by Steno and starring Gigi Proietti, Enrico Montesano, Catherine Spaak and many others. If you haven’t watched this movie, I honestly don’t know what to say to you other than go watch it!!! Hurry!!!
I wouldn’t call it a cinematic masterpiece but a cult classic nevertheless. The horse race betting storyline keeps you glued to the tv for the simplicity and the irony in which the characters represent our Rome in the suburbs back in the day, with almost the entire city attending the horse track of Tor Di Valle  ( and later on the Capannelle one ) every sunny Sunday during the Spring season, surrounded by screaming gamblers, horses and their jockeys, freshly cut grass and women wearing over embellished statement hats and oversized shades. All this has been replaced by Satellite TV these days, therefore that reality no longer exists, but we were very lucky to experience it, and we’ll never forget it. I love this movie and this scene. Check it out.

Un sacco Bello:

Se metti vicine le parole Roma e Cinema, non puoi non pensare a lui. Non ce la fai. Carlo Verdone dirige e interpreta diversi personaggi in questo suo film del 1980, che io ho visto un numero imprecisato di volte,e tutte con un nuovo sorriso. La scena è un pochino più lunga delle altre, ma mi piace questa Roma che si vede: il suo traffico – che esiste e resiste nei secoli dei secoli – l’esperienza assurda che è fermarsi con la macchina a un semaforo di Roma (ma a voi capitano le stesse cose che vi accadono a Roma, nelle altre città? A me no!), la cabina telefonica ormai datata che mi ricorda un sacco di cose della mia adolescenza che forse non avrò mai il coraggio di raccontare, insomma, la Roma del casino,del dialetto urlato, di quell’arte tutta romana che è il gesticolare, del volgare, e del buono. Romamia che mi fai ridere.
La parte finale della scena è ambientata a Piramide (la Piramide Cestia, per essere precisa), una zona che amo. Non credo confesserò mai il perché.

Fun is beautiful (Un sacco bello)

When you associate the word Rome with Cinema you can’t help but think of him, Carlo Verdone. He directed and played different characters In his 1980 movie I watched, with a smile on my face, countless times. This scene is a little longer than the other ones, but I love this version of Rome: urban congestion, a flaw that still exists and keeps increasing dramatically over the years, the unique situations we have to face while sitting at a red light ( do you guys experience what happens in Rome anywhere else in the world, or is it just me? ), the outdated pay phone which reminds me of my adolescence memories I will never have the courage to confess, all remind me of a Rome made of chaos, loud and thick dialects and that strictly Roman art of gesticulation, vulgar attitude and good hearts. The Rome that makes me smile. MyRome, that is. The final scene of this segment takes place where the Pyramid ( the Pyramid of Celsius, to be precise ) is situated. This is a part of Rome I love, for reasons I will never say.

Lo chiamavano Jeeg Robot:

Che dire, dovevo sceglierlo. E’ il film pulp del momento, più volte premiato ai David di Donatello di quest’anno,insomma, un film da vedere che a me è piaciuto molto. Molto. Non voglio raccontarvi la trama, vedetelo. Se lo avete fatto, ecco, vi sarete accorti che qui c’è una Roma diversa dalla solita Città Eterna dei localini tipici, delle grandi cupole, dei vicoli incantevoli. Qui c’è tanta periferia, posti dove incontri i romani davvero e non gruppi di giapponesi sorridenti con fotocamere che farebbero impazzire Alessandra.. periferia e degrado, è vero, esiste anche quello. Però diciamolo, il film termina al Colosseo, dove un uomo, solo, si guarda tutta Roma in una notte di luci pazzesche, su tetti e case e vite e storie che di Roma, a volte e nonostante tutto, sono ancora il profilo migliore.

They call me Jeeg Robot ( Lo chiamavano Jeeg Robot )

This choice was a no brainer. A must see movie which dominated Italy’s David di Donatello awards. I loved it. A lot. I won’t tell you what it’s about, in case you haven’t watched it, but if you have, I’m sure you noticed a different Rome than the usual Eternal City with its typical restaurants, its domes and its enchanting alleys. The movie shows the heart of Rome in the suburbs and the real, full blooded Romans rather than groups of happy Japanese travelers clicking away with fancy cameras that would drive Alessandra crazy! Suburbs and urban degradation, because sadly, that’s a reality too. However, the movie ends with the super hero standing on top of the Colosseum, overlooking the whole city on a gorgeous night of bright lights intensifying the glow of roofs, houses, lives and stories that, in spite of everything are still the true essence of Rome.

Risate di gioia:

E qui ho barato. Sì, perchè in realtà questo film non l’ho scelto io, me l’ha consigliato un amico, senza esitazioni, appena gli ho detto che avrei voluto la Magnani,in questa rassegna di film senza tempo. Lui ha detto Risate di Gioia,l’unico lungometraggio che vede insieme quei due geni di Totò e Anna, e io mi sono fidata all’istante. Lei è un simbolo di Roma talmente prezioso che non si può certo mettere da parte, con la sua voce inconfondibile, quelle espressioni, la sua romanità unica. In questo film lei è una generica di Cinecittà e lui un ladruncolo squattrinato, sognatori, strampalati, magnifici. La scena che vedrete si svolge sul Lungotevere, un altro scorcio di Romamìa. Solita meraviglia.

Anna Magnani, uno dei regali più belli che una città può fare ai suoi abitanti, e che io oggi voglio restituire a Roma, intatta e bellissima con la sua forza incredibile, dono d’arte e d’amore che io e la mia città ci scambiamo ormai da anni. Buon compleanno, Roma. Buon compleanno così.

The passionate thief ( Risate di gioia )

Ok, I cheated here. I didn’t pick this movie, this was a friend’s idea when I told him I wanted to include Anna Magnani in this festival of timeless movies. He suggested ” The passionate thief ” right away, as it’s the only Italian comedy which sees two geniuses, Anna Magnani and Totò together, so I trusted him immediately. Anna Magnani is one of the most precious symbols of Rome and with her unmistakable voice, her expressions and her effortless Roman ways I couldn’t have left her behind for the world. In this movie she plays a struggling actress in Cinecittà. Totò is a broke, pathetic con artist. They’re both dreamers, eccentrics, magnificent. The scene below takes place in Lungotevere, a promenade running along the river Tiber. Another area of my beloved city, MyRome. Nothing less than another wonderful place.

Anna Magnani is one of the most beautiful gifts Rome can give to its citizens and, today, I want to give her back to Rome, with her intact beauty and her incredible strength. A gift of art and pure love that my city and I have been giving each other for years.
Happy birthday Rome, Happy Birthday from me with a special tribute.

Le scelte di Ale

Quando conosco un americano che mi chiede da dove vengo, alla risposta “Roma!” mi dice che è proprio dove vorrebbe andare. Il cinema, durante gli anni, questo l’ha raccontato bene. Sono davvero tante le pellicole girate a Roma e non vi nascondo che non è stato per niente semplice dover scegliere cosa condividere con voi. Sono certa che tra i vostri film del cuore ce ne è almeno uno nella città eterna. Roma è talmente meravigliosa, un museo a cielo aperto, una riserva di locations infinita, un luogo che si dimena tra l’antico e il moderno. Roma è Roma. C’è poco da fa’. Tra i tanti lo sapevano bene alcuni dei miei registi e attori preferiti, prima tra tutte l’intramontabile Audrey Hepburn. Proprio grazie a Vacanze Romane, Audrey divenne la star conosciuta e amata in tutto il mondo, anche oggi a distanza di anni dalla sua morte. In un primo momento il film si sarebbe dovuto fare tutto  a Hollywood, ma il regista William Wyler pregò il produttore di mandare la troupe a girare in Italia, accettando un budget più basso. Per questo motivo dovette rinunciare a girare in technicolor e “accontentarsi” della sconosciuta Hepburn che alla fine vinse persino l’Oscar.

Roman Holiday racconta la fuga da palazzo della principessa Anna, in visita a Roma. Il reporter Joe Bradley (Gregory Peck) la trova addormentata su una panchina e la ospita nel suo appartamento. Il giorno dopo a lavoro, scopre l’identità della ragazza e scommette che riuscirà a intervistarla. Scontato che sboccierà una storia romantica. In questa scena vediamo i due protagonisti in giro per le strade del centro della città con la vespa, che proprio da questo momento diventerà uno dei suoi simboli per eccellenza.

Alessandra’s picks:

Whenever I meet and American who asks me where I come from and I answer ” Rome “, I get told it’s exactly where they would want to go. I guess the cinema did an excellent job at doing Rome justice over the years. Endless movies have been filmed in Rome and selecting just a few to share with you all, was no easy task at all. I’m almost certain in everyone’s favorite movie list, at least one, was set in the Eternal City. Rome is stunning, an open sky museum, a concentration of priceless sites and wonders, a unique fusion between ancient and modern. Rome is Rome, it’s a fact, and many of my favorite actors and film directors, agree with me on that. The gracious and timeless beauty, Audrey Hepburn, for instance, became a star and achieved worldwide fame because of the movie Roman Holiday.

The movie was originally meant to be shot in Hollywood. However, director William Wyler fought to convince the producers to shoot on location. They complied, but gave him a much lower budget, which in turn changed the initial movie’s dynamics. Wyler, in fact, was forced to film in black and white instead of Technicolor, and cast an unknown Audrey Hepburn to star in her first leading role for which she won an Oscar. The entire movie takes place in Rome. One night, Princess Ann, decides to take a break from her repressive royal life, but ends up falling asleep on a park bench. An American reporter, Bradley ( Gregory Peck ) invites her to stay in his apartment not knowing who she was. He realized later on the beautiful young woman sleeping in his place was the princess he had to write a story about and tried his best to get an exclusive interview from her. Needless to say, the two end up falling in love. The scene I chose is about the two love birds on a romantic Vespa ride while sightseeing in the city. From that moment on, Vespa became a style statement and the symbol of freedom and romance in Rome and in the country.

Woody Allen è da sempre uno dei miei registi preferiti. Sa raccontare New York con il suo humor e la sua poesia in modo impeccabile. Per anni ha concentrato il suo lavoro nella sua città natale. Da un decennio circa, invece, ha scelto diverse città come scenario dei suoi film. Uno di questi, To Rome with love, si svolge appunto a Roma.  Si tratta di quattro storie che si intrecciano fra di loro. Il film non è un capolavoro, forse racconta anche un po’ troppi stereotipi, ma mostra la Roma dei romani e degli americani a Roma. Come potevo non nominarlo?

Woody Allen is one of my favorite filmmakers of all times. For many years he only filmed in New York, his hometown, and the way he wrote about the city, so romantic and funny at the same time, made his style always fresh and unique. As I said, he concentrated most of his film career in New York City, but in the last decade he found interest in other cities of the world. To Rome with love is set in Rome and it follows 4 stories that unfold simultaneously. It’s not Woody Allen’s best, to my opinion it’s actually quite embarrassing and full of stereotypes. However, it shows the Rome of the Romans and of the Americans in Rome. How could I not mention this one.


Lui, per ultimo, ma mai ultimo, a chiudere, il grande Alberto Sordi, un romano de noantri, colui che ha fatto della romanità il suo punto di forza, lui che non si è sposato mai, ma che ha avuto una relazione ricambiata con la sua città, che ha amato immensamente. Lei lo ha ricambiato con l’affetto dei suoi cittadini, lui che è stato sindaco onorario, lui che l’ha raccontata attraverso i suoi buffi, straordinari, pittoreschi, quotidiani personaggi. Difficile forse scegliere un film che rappresenti  più degli altri questa coppia affiatata, Roma/Alberto Sordi. Eppure per me che sono “una romana in America” è stato immediato scegliere “Un americano a Roma”. Questo film parla di Nando Mericoni, amante della cultura e dello stile yankee, e che vive a Roma comportandosi proprio come uno statunitense. Questa forse è la scena più simolica del film in cui Nando dopo essersi preparato il pranzo in stile americano, decide di tornare a mangiare i maccaroni.

Last but certainly not least, the icon of the Italian cinema: Alberto Sordi. A real myth for his Roman fans. He made his one of a kind “romanity” his biggest asset. Alberto Sordi never got married, but he had a lifelong affair with his beloved Rome, which he loved unconditionally all his life, and she, along with all of its citizens loved him in return. The city made him honorary major, he made his name mocking the Roman and Italian way of life with his funny, hilarious, extraordinary, colorful characters everyone loved dearly. It’s extremely hard to pick a movie that can best represent the winning team Rome / Alberto Sordi but as a Roman in America I just had to go with An American In Rome. He plays the role of Nando Mericoni in this movie, an Italian young man living in Rome, crazy about the American culture, and behaving like an American. The scene I chose is probably the most symbolic one of the movie: after trying his best to eat like an American, he gives up after just a couple of mouthfuls and decides to go back to his favorite food: macaroni ( maccheroni ).

Avremmo potuto continuare a scegliere film per settimane, questa è la verità. Perchè di Cinema e di Roma non se ne ha mai abbastanza. Però abbiamo dovuto fermarci (per ora).. il resto potreste farlo voi, nei commenti, regalando alla città e a noi tutti altre scene pazzesche e indimenticabili.. che dite? Vi va?

Io nel frattempo mi riguardo tutto quello che abbiamo scelto noi due, e mi ubriaco un po’ di questa città che proprio oggi sto per lasciare (di nuovo!), col cuore sempre un po’ a pezzi e il sorriso lieve.

Romamìa che mi mancherà, preziosa come un sogno, forte come i sentimenti che durano una vita, affascinante come la voce tranquilla e incredibile di un uomo bello che incontri per caso, seduto a un tavolo di un ristorante nel cuore di Roma, una sera qualsiasi, e poi non smetti di pensarci più. Bella da morì, Romamìa.

Buon compleanno,

Sabrina e Alessandra

We could sit here and pick movies for weeks, because when it comes to Cinema and Rome we can never have enough. Unfortunately we had to end things here ( for now ). You can keep going though, comment below to give us and Rome more great, unforgettable movie scenes. Are you up to it?

In the meantime I’m going to keep watching the ones we picked, with the intent of getting drunk with my city I’m about to leave, again, with a heavy heart and a light smile.

I will miss MyRome, precious as a dream, strong as the feelings that last a lifetime, charming like the voice of a handsome man sitting at a table in a restaurant, that you randomly meet and that you have the hardest time forgetting about. MyRome, you’re breathtaking!

Happy birthday!

Sabrina and Alessandra

Traduzione a cura di Caterina Podda

Traslated by Caterina Podda